7 marzo 12 | Maurizio Boscarol
Una delle cose che il nuovo HTML5 consente di fare è di eliminare nel codice gli elementi strutturali <head> e <body>, e persino <html>.
Al minimo, un documento valido deve contenere il doctype ed un <title>. Gli altri elementi vengono dedotti in fase di parsing (ma non stiamo suggerendo di ometterli: per una miglior manutenibilità e retrocompatibilità – IE8 e inferiori – del codice usateli, oltre che per settare il linguaggio usato nel documento e per poter usare AppCache!). Questo per esempio è un codice HTML5 perfettamente valido:
<!DOCTYPE html>
<title>Il mio titolo</title>
Nemmeno la dichiarazione del charset encoding è obbligatoria. Tuttavia, ci sono ragioni piuttosto serie per inserirlo, e subito dopo il doctype. Le spiega bene Chris Shiflett in questo articolo. Se un charset non è esplicitamente dichiarato, né lato server né nel documento, in talune circostanze (che coinvolgono Google e Internet Explorer…) potreste essere soggetti ad un attacco di tipo XXS: Cross-Site Scripting.
E’ insomma decisamente meglio scrivere il codice così:
<!DOCTYPE html>
<meta charset=utf-8>
<title>Il mio titolo</title>
O qualunque altro stile di sintassi (maiuscole, virgolette…) stiate utilizzando. Anzi, meglio ancora così:
<!DOCTYPE html>
<html lang=it>
<head>
<meta charset=utf-8>
<title>Il mio titolo</title>
<head>
<body>
<p>Qualunque contenuto</p>
</body>
</html>
Per completare la spiegazione, questo chiaro e dettagliato articolo.
24 settembre 08 | Maurizio Boscarol
Qualcosa scricchiola. Anche Molly (E. Holzschlag) inizia a lamentarsi (su Alistapart) della piega che hanno preso gli standard web. Non si sta facendo alcun sensibile passo avanti nell’HTML e nei CSS da troppo tempo. Le WCAG 2.0 in fase di release candidate non si sa quando ne usciranno (e francamente la questione in questo periodo sembra essere oziosa, visto che tanto, la sbandierata accessibilità al 100% in Europa entro il 2008 è attualmente solo al 5%: figuriamoci le 2.0 quale enorme impatto rischiano di avere…).
I gironi infernali in cui si annidano i colpevoli sono 3, secondo Molly:
In questo bel quadretto la nostra commentatrice (che anch’essa si era fatta, a suo tempo, il suo bel gruppetto, anche se a onor del vero sosteneva il W3C) non sa che fare. Ma, ottimisticamente, siccome ci sono tante brave persone in tutti questi gruppi ed eccetera eccetera, in qualche modo ne dovremo pur venir fuori, tutti assieme, uniti più di prima e fedeli al mister, no?
Ora, francamente un punto nei commenti mi pare centrale: perché alcuni enti di regolazione/standardizzazione “funzionano” (ISO, IEEE, ICANN), e altri no? La scommessa dell’apertura, dell’open source, del confronto ad ogni costo, bella e democratica, non rischierà di funzionare solo quando gli interessi in gioco sono pochi e la sordina è alzata? E quando invece la posta in gioco è planetaria, quando si tratta di business, non c‘è apertura o interesse comune che tenga?
In altre parole, non sarà che il bel modello W3C, unico nel suo genere, ha funzionato (così così, per la verità) solo finché il web non si capiva bene cosa fosse? E vada in crisi, per dovere di accontentare tutti, quando invece i partecipanti non hanno veramente l’interesse ad accontentarsi a vicenda?
La mia proposta l’ho fatta da tempo, quella di seguire non il criterio del consenso, ma, dove possibile, quello dell’oggettività e della sperimentazione. In alcuni ambiti è difficile. In particolare, le specifiche tecniche non sono chiaramente sperimentabili e non hanno successo solo sulla base della qualità. Però, quanto meno, dei paletti si potrebbero mettere. Possiamo accettare standard prodotti da chiunque, ma se si vuole che diventino standard condivisi dovrebbero essere almeno:
Insomma, non dovrebbero consentire abusi.
Questo purtroppo non risolve tutto, evidentemente, e rischia di essere solo un elenco di buone intenzioni. E lascia aperto il fatto che Tim Berners Lee si sia fatto una sua nuova fondazione. Finanziata da mecenati. Ma che sta succedendo dietro le quinte del web?
Argomenti: società, (x)html | Commenta
19 settembre 08 | Maurizio Boscarol
Riprendiamo le comunicazioni dopo una pausa estiva, per segnalare una rapida riflessione sul nuovo browser di Google, Chrome, pubblicata dal sottoscritto su Apogeonline. Più recente è una intera riflessione sul potere di Google in rete. E se la libertà assoluta di competizione facesse nascere monopoli, anziché una maggior distribuzione di potere? Il dibattito è aperto (e ci sono molti dati a riguardo, magari una volta con calma ne parliamo). Per ora, bentornati su questo sito.
Argomenti: browser & c., società | Commenta
29 giugno 08 | Vincenzo Mania
Per chi non lo sapesse un CSS Master è un foglio di stile che contiene delle regole che neutralizzano il foglio di stile di default dei browser. L’adozione di un CSS Master agisce dunque sul posizionamento e sui comportamenti degli elementi HTML riportando ad esempio margin e padding a 0, rimuovendo gli stili e le dimensioni del testo nonché i comportamenti di default di ogni tag HTML.
Il CSS Master va richiamato nella sezione HEAD come qualsiasi altro CSS. L’adozione di un CSS Master vi consentirà di ridefinire all’interno del vostro vero CSS l’aspetto dei vostri elementi HTML a prescindere dalla resa di default del browser, ottendendo così un comportamento uguale su tutti i browser.
Eric Mayer mette a disposizione degli sviluppatori web un CSS Master come pure il team di sviluppatori di Yahoo all’interno delle librerie UI.
David Rodriguez, in un articolo pubblicato nel maggio del 2008 espone vantaggi e svantaggi di questa pratica e conclude il suo articolo sostenendo che il CSS Master è solo uno strumento che ogni sviluppatore può decidere o meno di utilizzare secondo il suo personale metodo di progettazione.
L’adozione di un CSS Master infatti, se da un lato ci assicura una buona compatibilità cross browser dall’altro lato richiede tempi più lunghi nello sviluppo del CSS dovuti al fatto che bisognerà necessariamente ridefinire tutti gli elementi HTML utilizzati all’interno del nostro progetto.
Argomento: css-design | 4 commenti
21 aprile 08 | Maurizio Boscarol
Di recente questo sito (che è ancora attivo nonostante siamo fermi da un po’…) è passato dai commenti liberi ai commenti moderati. Ci spiace, ma sui vecchi post lo spam era diventato davvero eccessivo. Nonostante sia necessario fare il preview prima di inviare i commenti, espediente che rende storicamente i siti fatti con Textpattern molto meno vulnerabili allo spam nei commenti, ultimamente avevamo raggiunto livelli di guardia. Per il momento dunque risolviamo così, in attesa di valutare eventuali altri provvedimenti. Dunque non spaventatevi né irritatevi se i vostri commenti non vengono tempestivamente passati: non vuol dire che li censuriamo, ma che siamo costretti ad approvarli manualmente, il che richiede a volte un po’ di tempo.
A presto con un nuovo aggiornamento (ho da tempo una cosa da scrivere su Safari…).
Argomento: blog | 2 commenti
12 novembre 07 | Vincenzo Mania
Il sito VirtualHosting.com ha pubblicato al lista dei 100 migliori siti che trattano argomenti legati agli standard, all’accessibilità, alla progettazione utente-centrica, all’usabilità ecc.
Ci sono siti molto noti e famosi e ce ne sono altri meno conosciuti. L’elenco è un buon serbatoio di contenuti di qualità: vale la pena darvi un’occhiata e aggiornare i propri “preferiti”.
Argomenti: blog, usabilità | 1 commento
9 ottobre 07 | Maurizio Boscarol
Siete neolaureati e vorreste specializzarvi nel web-design “ecologico”, ovvero realizzato secondo i metodi di usabilità e accessibilità, con un uso corretto delle tecnologie (html, css, dom e javascript)?
A quanto pare allora potreste essere interessati al Master universitario in Progettazione siti accessibili e usabili per la Pubblica Amministrazione, che il COREP di Torino organizza nella città sabauda.
Premetto che ho l’onore e il piacere di essere stato incluso fra gli insegnanti, che peraltro sono tutti professionisti di provata e concreta esperienza sul campo. Un’occasione insomma per imparare veramente dalle fonti più qualificate (parlo ovviamente per gli altri docenti, in questo caso…) le tecniche e i metodi per produrre siti conformi alla 4/2004, ma non solo: l’approccio didattico mira a formare professionisti che siano pronti ad affrontare la progettazione web del futuro con un approccio di ampio respiro, tecnico e culturale insieme.
Il fatto di avere fra i docenti professionisti che lavorano quotidianamente nella creazione e nella gestione di siti pubblici aggiunge un po’ di concretezza a materie che altrimenti, talvolta, possono rischiare di rimanere un po’ sulla carta.
A garantire la bontà del progetto vi è il patrocinio del Cnipa, oltre che della Regione Piemonte, del Comune di Torino, della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino e del CSI Piemonte.
La scadenza per le iscrizioni è del 19 ottobre per i cittadini italiani (12 ottobre per quelli stranieri). Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del master.
3 ottobre 07 | Maurizio Boscarol
Per iniziativa di Roberto Ellero, che da tempo si dedicava ai problemi di accessibilità dei file multimediali, nasce una nuova risorsa online: webmultimediale.org. Il sito, oltre ad essere un importante luogo di informazione su come rendere accessibili i contenuti multimediali, si occupa di proporre riflessioni sui codici comunicativi dei contenuti multimediali, superando così le questioni meramente tecniche e sostenendo una piena integrazione del multimedia sul web.
Un benvenuto ed un in bocca al lupo dunque ai collaboratori di Webmultimediale.org!
Argomento: accessibilità | Commenta
26 settembre 07 | Maurizio Boscarol
Michele Diodati è uno dei più seri e competenti studiosi di accessibilità e “praticanti” di web-design accessibile. Dopo oltre un anno di lavoro, ha dato in questi giorni alle stampe il suo libro Accessibilità – Guida completa, per i tipi di Apogeo. Dalle norme alle prospettive future, incluse quelle legate ad AJAX, il libro si presenta come una guida indispensabile da parte di un autore che, in quanto sviluppatore, riesce sempre a muoversi con concretezza fra le teorie e le pratiche quotidiane, cosa che purtroppo non sempre riesce a coloro che si occupano di accessibilità.
Alcuni contenuti sono scaricabili già da ora in PDF dal sito di Michele.
Compatibilmente con gli impegni personali dell’autore (leggi: a costo zero…) il testo dell’intero libro verrà progressivamente messo online, ma naturalmente qui su Ecologia dei siti web se ne consiglia caldamente l’acquisto: vi portate a casa un libro davvero utile e (per le anticipazioni che abbiamo avuto) pure bello da leggere. Accoppiata non frequente per un manuale tecnico.
Argomenti: accessibilità, eventi | 6 commenti
6 agosto 07 | Vincenzo Mania
Una seconda lista di risorse che si possono consultare per trarre ispirazione da siti che basano il proprio design sui CSS.
Argomento: css-design | Commenta
2 agosto 07 | Maurizio Boscarol
Su Html5 abbiamo già detto molto. Mancava il punto di vista del W3C. Così ho intervistato Karl Dubost, del W3C HTML Working Group. Che ci conferma in gran parte e chiarisce ulteriormente perché HTML5 è una buona idea. L’intervista è pubblicata su Apogeonline (dove c‘è anche, fra l’altro, un mio articolo che fa una rassegna di alcune opinioni sull’usabilità dell’iPhone).
9 luglio 07 | Maurizio Boscarol
Quanto si è rivelata efficace, finora, la legge Stanca? Meccanismi di valutazione ufficiali non ce ne sono. Ma un’indagine del CSI Piemonte sui siti pubblici piemontesi che compara 232 siti dal 2005 a inizio 2007 ci offre una parziale risposta. Tutt’altro che rassicurante.
Argomento: accessibilità | 9 commenti
28 giugno 07 | Maurizio Boscarol
Presentiamo qui la traduzione italiana di una parte dell’intervista fatta da Vlad Alexander a Ian Hickson sull’HTML5, che spicca sia per la qualità delle domande (che affrontano proprio i temi che tutti gli appassionati di standard si pongono) sia per la chiarezza delle risposte.
12 giugno 07 | Maurizio Boscarol
Nota di servizio: abbiamo aggiunto una nuova domanda e una nuova risposta alla serie di domande sull’HTML 5, per rispondere ad una richiesta che ci era stata fatta. Speriamo così di contribuire a chiarire anche questo dubbio. La domanda aggiunta, in particolare, è questa.
17 maggio 07 | Maurizio Boscarol
Da tempo ci dicevano che l’HTML è morto, e che il futuro del web sarà l’XML. Questo ha scatenato quasi una guerra di religione, è stato ratificato dalle leggi, ha dato vita a infinite discussioni. Poi è successo qualcosa. E ci hanno detto che il futuro del web è ancora l’HTML. In particolare, una nuova cosa chiamata HTML5. Che sta succedendo nel regno di Tim Berners-Lee?
Argomenti: (x)html, web semantico | 20 commenti
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