12 dicembre 05
I soggetti affetti da discromatopsia per il verde, cioè daltonici, che non sono in grado di cogliere le differenze fra il rosso e il verde, sono però in grado di distinguere sfumature di colore che i soggetti cosiddetti normovedenti non riescono a distinguere!
La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori e pubblicata su Current Biology vol.15 del 2005.
Gli stessi colori sono stati mostrati ad un gruppo di soggetti che non soffrivano di deuteroanomalie (gruppo di controllo) e ad un gruppo di soggetti daltonici. In corrispondenza di colori che apparivano uguali al gruppo di controllo e ai ricercatori stessi, e che presentavano però variazioni di lunghezza d’onda luminosa, i daltonici dichiaravano di percepire le variazioni, distinguendo fra di loro i colori.
Cosa provoca questa particolare capacità non è ancora noto. Mai come in questo caso, però, per i disabili visivi si dimostra più che azzeccata la definizione di “diversamente abili”!
Sezione: blog - Argomento: accessibilità |
I commenti sono chiusi per questo articolo.
La percezione di un qualsiasi colore è il frutto della somma delle reazioni di ciascuno dei tre tipi di coni presenti nella retina. Due luci colorate differenti possono dare il medesimo risultato percettivo: ciò dipende dalle somme, integrazioni e compensazioni che il cervello opera sulle diverse eccitazioni dei singoli recettori interessati. In una persona affetta da discromatopsie, un tipo di recettore produce reazioni nulle o comunque differenti dalla norma dei tricromati. Ciò fa sì che le somme e le integrazioni fatte dal cervello sulle eccitazioni dei singoli recettori non producano – nel confronto tra due luci colorate diverse – una somma 0, ma una somma maggiore o minore di 0, ovvero la percezione di due colori diversi.
Sintetizzando, il segreto sta nel fatto che la percezione di un colore è la “reductio ad unum” di componenti diverse: in un solo punto si può vedere un solo colore, anche se quel colore è la somma di più luci differenti (si pensi al bianco). L’orecchio, a differenza dell’occhio, è invece in grado di discriminare le singole componenti sonore, riconoscendo tutte le note di un accordo, ascoltato anche solo per una frazione di secondo.
P.S.: complimenti per il sito ;-)