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12 dicembre 05

I daltonici vedono colori che gli altri non vedono...

di Maurizio Boscarol

I soggetti affetti da discromatopsia per il verde, cioè daltonici, che non sono in grado di cogliere le differenze fra il rosso e il verde, sono però in grado di distinguere sfumature di colore che i soggetti cosiddetti normovedenti non riescono a distinguere!

La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori e pubblicata su Current Biology vol.15 del 2005.

Gli stessi colori sono stati mostrati ad un gruppo di soggetti che non soffrivano di deuteroanomalie (gruppo di controllo) e ad un gruppo di soggetti daltonici. In corrispondenza di colori che apparivano uguali al gruppo di controllo e ai ricercatori stessi, e che presentavano però variazioni di lunghezza d’onda luminosa, i daltonici dichiaravano di percepire le variazioni, distinguendo fra di loro i colori.

Cosa provoca questa particolare capacità non è ancora noto. Mai come in questo caso, però, per i disabili visivi si dimostra più che azzeccata la definizione di “diversamente abili”!

Sezione: blog - Argomento: accessibilità |

Commenti:

  1. — Andrea Paiola    13 12 2005 - 16:08    # Ricordo che venivano usati in guerra (guerra mondiale) perchè riuscivano a distinguere meglio le sagome… non è proprio una scoperta nuovissima…
  2. — Michele Diodati    9 01 2006 - 20:22    # Una spiegazione del fenomeno potrebbe essere la seguente.

    La percezione di un qualsiasi colore è il frutto della somma delle reazioni di ciascuno dei tre tipi di coni presenti nella retina. Due luci colorate differenti possono dare il medesimo risultato percettivo: ciò dipende dalle somme, integrazioni e compensazioni che il cervello opera sulle diverse eccitazioni dei singoli recettori interessati. In una persona affetta da discromatopsie, un tipo di recettore produce reazioni nulle o comunque differenti dalla norma dei tricromati. Ciò fa sì che le somme e le integrazioni fatte dal cervello sulle eccitazioni dei singoli recettori non producano – nel confronto tra due luci colorate diverse – una somma 0, ma una somma maggiore o minore di 0, ovvero la percezione di due colori diversi.

    Sintetizzando, il segreto sta nel fatto che la percezione di un colore è la “reductio ad unum” di componenti diverse: in un solo punto si può vedere un solo colore, anche se quel colore è la somma di più luci differenti (si pensi al bianco). L’orecchio, a differenza dell’occhio, è invece in grado di discriminare le singole componenti sonore, riconoscendo tutte le note di un accordo, ascoltato anche solo per una frazione di secondo.

    P.S.: complimenti per il sito ;-)

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