Ecologia dei siti web.it

10 dicembre 05

Obbligo dei link sottolineati?

di Michele Ledda

In particolare il requisito numero 4 previsto per la verifica tecnica dei siti della pubblica amministrazione cita:

Enunciato: Garantire che tutti gli elementi informativi e tutte le funzionalità siano disponibili anche in assenza del particolare colore utilizzato per presentarli nella pagina.

Su una sua particolare applicazione non credo vi siano particolari dubbi. Supponiamo di dover realizzare un form il quale prevede la compilazione di campi obbigatori. Se io nell’intestazione del form scrivessi “i campi in rosso sono obbligatori”, starei violando il rispetto del requisito numero 4, perchè chi ha dei disturbi nella percezione dei colori o utilizza un vecchio monitor potrebbe non capire cosa è rosso e cosa non lo è.

Ma veniamo alla questione link. Come dicevamo le grandi potenzialità dei fogli di stile ci permettono di dare molteplici formattazioni ai collegamenti ipertestuali senza necessariamente ricorrere ad una delle convenzioni più affermate nel web, ovvero la loro sottolineatura.

Se in una pagina ho del testo sottolineato mi aspetto che questo sia inequivocabilmente un link. Se i link non sono sottolineati mi aspetto che le convenzioni utilizzate nella pagina stessa mi permettano di riconoscerli in modo inequivocabile e di distinguerli dalle altre informazioni presenti. Questo fino ad ora credo che sia stata una regola diffusamente condivisa.

Regola che il requisito numero 4, che peraltro si rifà alla linee guida del WAI ed in particolare al punto di controllo 2.1, potrebbe mettere in discussione.

Se io per l’equilibrio della pagina di un sito decidessi di fare i link rossi e di dare solo a questi tale forma colore, indubbiamente sto esplicitando una convenzione per mio sito, ma potrei non rispettare il requisito numero 4 per i problemi sia soggettivi che oggettivi che particolari categorie di utenti potrebbero avere.

L’unica alternativa per il suo rispetto sarebbe allora quella di sottolinearli ed il colore utilizzato andrebbe in secondo piano rispetto ad una convenzione decisamente più forte di quella che magari arbitrariamente ho stabilito per il mio sito.

Ma sono sicuro che anche su questo, come peraltro gli altri 21 requisiti, non vi sarà uniformità di vedute.

Sezione: blog - Argomento: accessibilità |

Commenti:

  1. — Gianluca    10 12 2005 - 13:52    # Osservazione assolutamente condivisibile, del resto un link se non puoi distinguerlo per il colore, lo devi distinguere per la forma. Il grassetto e/o il corsivo sarebbero troppo “generici”, cambiare tipo di carattere sarebbe improponibile.

    Alla fine non resta che la classica, (quasi) univoca e rassicurante sottolineatura.
  2. Andrea Paiola    11 12 2005 - 10:13    # Ormai è una best practice irrinunciabile… chhiunque acceda al web impara per prima cosa come funziona la questione collegamento iperestuale/sottolieneato.
    In alcuni casi, come i menù, non c’è bisogno di sottolineare purchè sia chiaro che è una lista di links…o comunque di bottoni.

    ciao,
    Andrea.
  3. Michele Ledda    11 12 2005 - 10:23    # Sono d’accordo con te Andrea ed ovviamente con Gianluca.

    Il fatto che mi premeva era sottolineare come la cosa non sia necessariamente scontata. Tutt’altro.
  4. — Tonio Carta    11 12 2005 - 11:29    # Come ho già detto al seminario, non sono d’accordo del tutto, bisogna tenere in considerazione anche l’area della pagina in cui si trova il link.

    Se ho un menù laterale dò praticamente per scontato che la maggior parte degli elementi presenti siano link (altrimenti che menù di navigazione sarebbe?), quindi la sottolineatura sarebbe superflua. Addirittura, se i link sono parecchi, potrebbe “appesantire” visivamente la pagina.

    Tutto questo, ovviamente, a mio modestissimo parere :-)
  5. Marco Grazia    15 12 2005 - 11:18    # No, non sono del tutto daccordo con Tonio su alcune sue affermazioni, ovvero: se in una pagina ci sono troppi link vicini, tanto da far sembrare una strutturazione arcana la frase stessa, probabilmente è errata la forma che si è data al testo.
    E’ indubbio che ci sono dei casi particolari, ad esempio tre link conseguenti, perché il particolare contesto li impone, ma normalmente è una pratica da evitare, o si avrebbe una frase particolarmente sottolineata, meglio rivedere il layout in quel caso.
    Per i menù laterali, il discorso cambia, però bisognerebbe far capire bene, che quell’elenco di nomi è un menù e non qualcosaltro, come in questa pagina ad esempio :-)
    Per esempio tu stesso dici: “la maggior parte degli elementi presenti siano link”, dai già per scontato che non tutte le parole presenti portino da qualche parte.

    Ovvio, a mio modestissimo parere :-)
  6. Michele Ledda    15 12 2005 - 11:50    # Ciao Marco trovo giuste le tue considerazioni.

    A tal proposito nel seminario IWA Roberto Castaldo ci ha fatto vedere la pagina del WAI

    http://www.w3.org/WAI/

    Ditemi voi senza agire con il mouse quali sono i link e quali no.

    Son sicuro che non ci saranno 2 risposte uguali.
    E parliamo del wai mica del sito della ferramenta sotto casa :)
  7. — Roberto Concu    20 12 2005 - 15:40    # Ciao Michele. Io credo che i requisiti di accessibilità vadano calati nella realtà. Test di accessibilità condotti sul campo hanno dimostrato che per un ipovedente la sottolineatura può costituire un ostacolo alla correta lettura/comprensione del link perché ‘taglia’ le gambe delle lettere come p,q,g. Questo anche se usa un magnifier. Non solo: pensiamo ai problemi di lettura/comprensione che la sottolineatura del link può creare ai dislessici o altri utenti che hanno difficoltà cognitive.
    Personalmente ritengo che il link nn possa essere preso in considerazione come elemento a sé stante bensì quale elemento della GUI e la sua efficacia comunicativa debba essere valutata in questo contesto.
    Quanto al sito WAI mi chiedo: perché vi sono dei link testuali sottolineati e altri no? Sotto i primi la sottolineatura compare al passaggio del mouse… E’ questo l’esempio di usabilità/accessibilità? A me nn pare…
  8. Michele Ledda    20 12 2005 - 17:32    # Ciao Roberto,
    infatti… portavo l’esempio del sito del wai proprio per evidenziare come in una sola pagina vi siano almeno 3 metafore di esplicitazione di cosa è un link.

    Per quanto riguarda la sottolineatura è molto probabile che l’esperienza che citi sia reale.

    A testimonianza che sviscerare anche un solo singolo aspetto del navigare in internet non ci porta a risposte univoche. Anzi.

    E poi fondamentalmente credo si debba tenere ben presente che a disabilità di tipo diverso corrispondano esigenze diverse.

    Il link sottolineato può dar fastidio ai forti ipovedenti ma può essere utilissimo a chi soffre di un’alterazione percettiva dei colori.

    E guarda non ho francamente risposte certe su questo tema. Mi pongo problemi e cerco di capirne l’impatto. Sono consapevole solo del fatto che una soluzione di compromesso vada trovata. Fermo che la legge nel caso specifico del non veicolare informazioni sulla base dell’utilizzo del solo colore credo parli abbastanza chiaro come d’altra parte le wcag.
  9. — Roberto Concu    21 12 2005 - 09:25    # Grazie del tuo feed sul punto Michele. Personalmente il problema si pone nell’ambito di un progetto di ricerca che prevede un portale multicanale per l’accesso ai beni culturali dei disabili. Ovviamente il portale web sarà accessibile. Di qui le mie considerazioni che per altro si basano su un’esperienza precedente (esperienza indicata tra le best practices dal Forum PA 2005).
    Concordo sulla ricerca di una soluzione di compromesso: credo che accoglierò la tua osservazione riguardo all’utilità del link sottolineato per chi soffre di un’alterazione percettiva dei colori.
    Considerando che gli utenti potranno personalizzare il sito, forse la soluzione potrebbe essere prevedere i link sottolineati di default e offrire all’utente la possibilità di escludere la sottolineatura in fase di personalizzazione. Che ne pensi? Grazie
    P.S. In ogni caso gli utenti che soffrono di alterazioni visive come i daltonici potranno scegliere la view grafica studiata appositamente per ciascuna delle + diffuse alterazioni visive (dalla deuteranomalia alla achromatopsia).
  10. Michele Ledda    21 12 2005 - 09:44    # Ciao Roberto.
    Guarda le tue considerazioni mi han fatto pensare stanotte (lo so sarebbe meglio dormire :) ) che forse la soluzione ideale ma probabilmente poco percorribile sia quello di vestire il portale delle soluzioni necessarie ai diversi tipi di disabilità.

    Penso ad esempio non solo alla questione dei link sottolineati ma ad esempio anche al fatto che quello che per molti è una soluzione accettabile sul versante contrasto sfondo / testo per alcuni invece crea problemi.

    Sfondo bianco e testo nero dallo stesso analizzatore dei contrasti (peraltro messo in discussione proprio di questi tempi) risulta essere una soluzione più che accettabile salvo per quegli ipovedenti che trovano il bianco “abbagliante” e per i quali magari la classica versione ad alto contrasto risulta più agevole.

    L’unica strada che vedo percorribile seriamente è quello delle analisi sul campo capendo realmente l’impatto che una determinata soluzione ha su determinati tipi di disabilità.

    So che con Maurizio probabilmente sfondo una porta aperta :).

    Ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

    ciao
    michele
  11. — Roberto Concu    21 12 2005 - 11:05    # Ciao Michele.
    Concordo sulla necessità di testare sul campo la/le soluzioni adottate e apportare eventuali aggiustamenti a valle dei test.

    E’ proporio quello che andremo a fare una volta sviluppata almeno una bozza della Home del portale e la personalizzazione delle view.

    Sarebbe interessante condividere i risultati, che ne dite?

    Intanto potrei già dire che nell’esperienza precedente il portale era stato testato presso un’associazione di non vedenti e ipovedenti. Potete immaginare le problematiche emerse nell’uso di screen reader e magnifier. Comunque per fare alcuni veloci esempi: i non vedenti preferiscono di gran lunga navigare nella versione solo testo, apprezzano molto il link Vai al contenuto della pagina (o simile) perché dopo che lo screen reader ha letto il menù di navigazione principale per 3 volte l’avevano già memorizzato…

    Ciao, Roberto
  12. Michele Ledda    23 12 2005 - 13:28    # Roberto mi veniva in mente una cosa.
    Quello che dici tu è sensato. I link sottolineati possono dar problemi ad alcuni utenti. Lo abbiamo ribadito. Ma credo che questo ci debba spingere a realizzare i link in maniera corretta.
    Quante volte ci capita di vedere frasi se non interi paragrafi sottolineati? E’ una cosa che da fastidio anche a me che grazie a dio ci vedo bene.
    Il problema è che dobbiamo attribuire il link alle sole parole che hanno senso per portarci ad una data destinazione o per scaricare una risorsa. Altrimenti come giustamente rilevi, si creano dei problemi alla navigazione di molti utenti e aggiungo, alla comprensione di quello che un sito può offrire.
  13. Marco Grazia    1 01 2006 - 15:51    # Sì ma attenzione, perché i siti con molte versioni danno altri problemi: i siti a più versioni rendono complicata la vita a chi li aggiorna, e i siti con fogli di stile intercambiabili, rendono dura la vita agli sviluppatori che devono implementarne il metodo.
    Perché anche chi ha il javascript a volte lo disabilita e sistemi di scambio di css senza javascript io non ne conosco.
    Però vedo che Franco Frascolla, sul suo sito i link li sottolinea e lui è un ipovedente: www.frascolla.org
    Credo che se il compromesso va cercato, queste premesse non possono sempre andare bene, forse è meglio lasciare lo xhtml e dirigerci verso altri sistemi, come lo xslt, che per esempio può modificare al volo, cambiando lo xslt, la forma della pagina?
  14. — Roberto Concu    3 01 2006 - 09:06    # Ciao e auguri a tutti. Direi che Marco ha centrato il problema lato sviluppo e allo stesso tempo individuato la soluzione. Infatti noi lavoriamo con xslt che ci permette la trasformazione al volo dei CSS per le diverse view, nn solo accessibili ma anche per differenti canali (attraverso un CMS che genera un flusso XML).

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